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Pianta erbacea e perenne, dotata di un grosso rizoma dal quale si sviluppa un fusto robusto, eretto e ramificato, di altezza compresa tra i 70-150 cm.
Le foglie sono semplici, picciolate, di forma ovale-lanceolata, alternate nella zona superiore a foglie più piccole; come il fusto, sono ricoperte di peli ghiandolari responsabili dello sgradevole odore emanato dalla pianta.

I fiori sono ermafroditi, ascellari e penduli; presentano un calice a 5 sepali ed una corolla a 5 petali di forma campanulata-tubulosa e di colore violaceo cupo; l’androceo è composto da 5 stami con antere molto sviluppate, il gineceo da un ovario biloculare con stilo unico e stigma bifido.

La belladonna fiorisce nel periodo estivo e l' impollinazione è entomogama (tramite Insetti).

I frutti sono lucide bacche nere, di piccole dimensioni, contornate dal calice che, durante la maturazione, si accresce aprendosi a stella.

Nonostante l'aspetto invitante e il sapore gradevole, le bacche sono velenose per l' uomo e l' ingestione può provocare una diminuzione della sensibilità, forme di delirio, sete, vomito, seguiti, nei casi più gravi, da convulsioni e morte.

Utilizzo :
Le foglie e le radici vengono utilizzate per la preparazione di polvere, tinture e pomate.

Coltivazione :
Presente su tutto il territorio nazionale, cresce nei boschi, nelle radure, nei luoghi umidi.
La fioritura avvieneda giugno a settembre.
La raccolta delle foglie si effettua in estate, mentre le radici vengono raccolte in autunno.

Note :
Proprietà analgesiche, narcotiche, antispasmodiche.
Per uso esterno in pomate antireumatiche.
E' una specie protetta in alcune regioni italiane. L'uso farmacologico di questa pianta, contenente alcaloidi estremamente velonosi, è assolutamente riservato ai medici.

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Valori nutrizionali

n.d.